Il giro d'Italia interattivo di Virtual Bike alla Makers Faire

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L'installazione di Virtual Bike ha attratto persone di tutte le età

 

Dall’Italia alla Baia di San Francisco per far conoscere il nostro paese a bordo di una bicicletta, capace di trasportare il conducente alla scoperta virtuale di alcune città italiane.
 
È questa l’innovativa missione della start-up italiana Virtual Bike, espositore d’eccezione quest’anno all’ottava edizione della Maker Faire che si è svolta il 17-18 maggio nella sua sede originaria di San Mateo in California.
 
Riconosciuta come l’evento di riferimento nel mondo nei settori dell’artigianato, della scienza e manifattura digitale, la Maker Faire è l’evento ideato dalla rivista Make ispirato alla filosofia del “Do-It-Yourself” (DIY) che celebra il meglio della creatività e dell’innovazione.
 I partecipanti hanno potuto fare un giro virtuale delle citta' di Roma e Napoli
 
Organizzato per la prima volta nel 2006, l’evento sta riscontrando un grande successo con molte altre edizioni negli Stati Uniti, Europa e Asia. In occasione del suo grande debutto in Italia nel 2013 con la “Maker Faire Roma”, il progetto Virtual Bike è stato premiato con ben sei “Maker of Merit” e invitato dalla Vice Presidente dell’organizzazione a partecipare all’edizione madre nella Bay Area.
 
Virtuale Bike nasce nel 2011, da un’idea di Paolo Ciabattoni e Luca Palmili. Il progetto è stato pensato e creato in occasione di una manifestazione per ricordare la storia del quartiere S.Lorenzo di Roma, e rivisitare virtualmente gli spazi e i luoghi deturpati dai bombardamenti durante la liberazione dal regime. Nasce non solo come semplice gioco virtuale ed estensione della realtà, ma anche come provocazione nei confronti di una società sempre più proiettata all’esproprio degli spazi sociali e pubblici come, ad esempio, il suolo ciclabile.
  Molti giovani hanno sperimentato Virtual Bike alla Maker Faire di San Mateo 
 
“Dopo l’esperienza della Maker Faire di Roma, qui ci aspettavamo un ambiente pieno di novità e gente pronta a condividere le proprie conoscenze, e le nostre aspettative sono state rispettate in pieno”, ci ha detto uno dei fondatori Luca Palmili.
 
“La nostra installazione ha avuto un feedback molto positivo anche se in aree che non pensavamo possibili, come l’area del gioco in quanto qui Virtual Bike viene richiesto come prodotto da utilizzare a casa per uso personale.
Abbiamo individuato così tre aree finali per il prodotto: il gioco, appunto, sia personale che collettivo, il discovery e il care”.
 
Ci ha spiegato nei dettagli il co-fondatore Paolo Ciabattoni: “Il Discovery è un settore dell’installazione che si basa di più sull’aspetto informativo e culturale. Pedalando in bicicletta percorri virtualmente una città e ti trovi nella condizione di raccogliere informazioni sulla cultura e sull’arte. Stiamo però anche sviluppando altri tipi di interazione con la città.
 
“Questo concetto lo stiamo ancora sviluppando, non abbiamo avuto modo di mostrare tutte le potenzialità di questo prodotto per esportare la nostra cultura all’estero. Il nostro obiettivo è quello di mappare tutta Italia, riempire l’archivio con tutte le città più belle d’Italia e con tutte quelle che vogliono far parte di questo progetto”, ha continuato Paolo.
 
“Per quanto riguarda il gioco, si basa tutto su una logica di arcade, in un un tempo determinato si devono evitare degli ostacoli e si possono guadagnare dei punti. Abbiamo visto che qui a San Francisco c’è stato un interesse soprattutto di un pubblico giovane. Qui i bambini sono più abituati a vedere queste cose, ci hanno fatto molte domande e lasciato feedback su come migliorare il prodotto. Perciò c’è stato nel complesso un approccio più costruttivo per il gaming”.
 
Ha infine concluso Luca: “La terza area è quella del Care, che stiamo sviluppando insieme all’Università di Roma. Abbiamo capito che questo tipo di esercizio fisico che impegna la mente e il corpo, essendo focalizzato sull’obiettivo di fare punti e completare il percorso, potrebbe essere utile per migliorare alcuni disturbi mentali come il disturbo dell’attenzione o dislessia, attivando quelle aree del cervello che possono migliorare attraverso l’uso del continuo esercizio. È un campo totalmente nuovo e molto interessante”.
 
Virtual Bike è un crocevia di avventure, informazione e cultura in quanto la bici è dotata di moderni sensori che ne permettono l’interazione con il mondo virtuale.
 
Le migliaia di visitatori della Maker Faire hanno potuto, grazie all’installazione rivoluzionaria di Virtual Bike di una bici reale e al supporto audio-video, essere proiettati nella dimensione interattiva, ma quanto mai reale delle città di Roma e Napoli.
 

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