La celebrazione dell'identità italiana fra passato e futuro: conversazione con il Console Mauro Battocchi

La celebrazione dell'identità italiana fra passato e futuro: conversazione con il Console Mauro Battocchi

Il soprano Maria Fassio Pignati, il Console Mauro Battocchi, la presidente di Sons of Italy Lynn Lawrence-Murphy, durante la cerimonia di innalzamento del tricolore al City Hall (Ph. Nickolas Marinelli)

È passato già circa un mese dai festeggiamenti in occasione della Festa della Repubblica del 2 giugno scorso, ma nella Baia di San Francisco è ancora viva l’emozione di tutta la comunità italiana.
La celebrazione di questa ricorrenza storica, particolarmente sentita da tutti i nativi italiani residenti all’estero, ha visto un grande coinvolgimento emotivo anche degli italo-americani di seconda, terza e quarta generazione, e di tanti amici italofili i quali si sentono vicini culturalmente alla nostra nazione e al suo stile di vita.
La Festa della Repubblica si è celebrata con eventi a San Francisco e a San José con un’ampia presenza di rappresentanti della comunità italiana e italo-americana, nonché numerosi VIP del mondo dell’economia, della politica, della cultura, dello spettacolo e dello sport.
L’evento clou della commemorazione si è tenuto presso la splendida location dello Yacht Club di San Francisco, con il Console Generale Mauro Battocchi a fare gli onori di casa per accogliere i tanti  invitati a partecipare a un evento indimenticabile.
Ospiti d’onore della serata il Presidente dell’Università della California Janet Napolitano; il poeta, scrittore e voce vivente della beat generation Jack Hirschman; infine la star di Broadway Franc D’Ambrosio il quale ha incantato il pubblico con una performance musicale in omaggio al tenore e attore Mario Lanza.
L’Italo-Americano ha intervistato Mauro Battocchi, il quale ci ha svelato come ha vissuto questa giornata così importante, con uno sguardo rivolto verso il traguardo dei tre anni da Console Generale a San Francisco.
 
La Festa della Repubblica italiana è una ricorrenza molto sentita. Ci può raccontare come ha celebrato questa festa, e quanta emozione ha ricevuto da tutta la comunità italiana della Bay Area?
A San Francisco si è svolta, la mattina del 2 giugno, una cerimonia di alzabandiera durante la quale il tricolore italiano è stato issato presso la sede municipale (City Hall) alla presenza delle massime autorità comunali, dei rappresentanti delle associazioni italo-americane e di una delegazione toscana, guidata dal Presidente della Fondazione della Banca del Monte di Lucca, avv. Alberto Del Carlo. Nel pomeriggio si è tenuto un ricevimento ufficiale presso il Saint Francis Yacht Club. La Presidentessa dell’Università della California, già Secretary of Homeland Security e Governatore dell’Arizona, Janet Napolitano, “madrina” dell’evento, è intervenuta esprimendo l’orgoglio per le proprie radici italo-americane. L’attore e cantante di Broadway Franc D’Ambrosio (“Phantom of the Opera”) ha offerto al pubblico un programma musicale. Il direttore musicale dell’Opera di San Francisco Nicola Luisotti e il compositore Marco Tutino hanno fornito anticipazioni al pubblico riguardo alla prima mondiale di una nuova Opera dello stesso Tutino, “La Ciociara” tratta dal romanzo di Alberto Moravia, che è stata eseguita a San Francisco il  successivo 13 giugno. Il poeta Jack Hirschman, iscritto nell’albo delle personalità mondiali del mondo della cultura che parlano italiano – un albo curato dal Ministero degli Esteri, ha letto una propria poesia in onore dell’Italia.
A San José, al mattino ha avuto luogo un’analoga cerimonia di alzabandiera presso la Sede della Contea di Santa Clara, alla presenza del Presidente del Board of Supervisors Dave Cortese e di numerosi rappresentanti delle associazioni italo-americane, seguita da un evento conviviale presso la sede della Italian-American Heritage Foundation.
 il poeta Jack Hirschamn e Janet Napolitano, presidente dell'Università della California (Ph. Nickolas Marinelli)Gli ospiti d’onore: il poeta Jack Hirschamn e Janet Napolitano, presidente dell'Università della California (Ph. Nickolas Marinelli)
L’America ha appena festeggiato il Giorno dell’Indipendenza. Quali similitudini o differenze si possono riscontrare nella Festa della Repubblica italiana?
I nostri ospiti americani si riferiscono al 2 giugno come il nostro “Independence Day” o “National Day”. Tengo molto a spiegare loro che questo è il giorno della nostra Repubblica, giunto 85 anni dopo l’Unità d’Italia. È il giorno della rinascita democratica e repubblicana dell’Italia seguito all’età buia del Fascismo. La Festa di San Francisco mira a creare in senso letterale, non solo figurato, la gioia per la nostra “Res Publica”, il nostro stare insieme e condividere il destino di uno dei Paesi più straordinari al mondo. La presenza di numerose personalità americane con una passione per l’Italia testimonia che il messaggio passa. Quest’anno, forse ancora più che gli anni scorsi, il sentimento di partecipazione e di allegria era palpabile. Un grazie particolare va a personalità dello spettacolo e della letteratura come Franc D’Ambrosio e Jack Hirschman per averci trasmesso il loro entusiasmo.
 
In occasione della cerimonia allo Yacht Club, ha chiesto agli ospiti d’onore della serata di esprimere cosa significasse per loro essere italo-americani. Quale risposta le è piaciuta di più?
Janet Napolitano ha detto una cosa importante: avere radici italiane significa orgoglio per il duro lavoro, la fatica e l’impegno di coloro che sono venuti prima di noi. Smettiamola con questa storia del “dolce far niente” che noi stessi, con un po’ di masochismo, usiamo per attirare turisti in Italia. Andiamo a chiedere agli italiani che sono arrivati a Ellis Island se conoscevano anche lontanamente quel concetto. O andiamolo a chiedere alle milioni di partite IVA che nel nostro Paese ogni giorno lottano per far tornare i conti, o agli operai e agli insegnanti che ogni giorno lavorano senza se e senza ma al punto da rendere l’Italia la nona più grande economia al mondo. Passione, entusiasmo, creatività, buon cibo non esisterebbero senza lo zoccolo duro la cultura di un lavoro “bello e ben fatto”. Il Governo italiano ha lanciato una campagna di comunicazione che finalmente esalta questi aspetti: https://youtu.be/PiDPLE2qHtc
 
A circa tre anni dall’arrivo in California, che cosa significa oggi per Lei essere il Console Generale d’Italia a San Francisco? Quali sono i momenti che ricorda con più orgoglio e soddisfazione, e quali sono gli obiettivi per il prossimo futuro?
Rappresentare l’Italia a San Francisco rimane un grande privilegio. Il nostro compito qui è connettere il nostro Paese con l’epicentro della rivoluzione digitale che sta cambiando la vita alle persone in tutto il mondo. Sono molto soddisfatto di aver trovato tantissimi alleati: una comunità italiana vivace e dinamica e un mare di italofili pronti a dare una mano. La visita del Presidente del Consiglio Renzi lo scorso settembre è stato un momento importante per tutti noi. Ma ogni giorno porta con sè un nuovo traguardo: dalle startup italiane che si insediano con successo in Silicon Valley, agli eventi culturali di portata mondiale. Pochi giorni fa Nicola Luisotti, il direttore musicale dell’Opera di San Francisco, ha realizzato il suo sogno di lanciare negli Stati Uniti una nuova Opera di un compositore italiano conquistando il cuore del pubblico. “La Ciociara” di Marco Tutino è nata a San Francisco e rimarrà d’ora in poi nel repertorio operistico. Non è un caso che sia nata proprio qui.

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