Lo zuccherificio Eridania passa ai francesi: ceduto un altro storico marchio italiano

L’ascesa del gruppo Eridania inizia negli anni ‘50 quando raddoppiano i consumi di zucchero degli italiani (Ph eridania.it)

Difficile nel mondo globale pensare di poter conservare le tante etichette nazionali che hanno contribuito a costruire l’economia del Paese. Anche se non impossibile, di solito vincono i competitors internazionali e la liberalizzazione dei mercati. Alla fine delle trattative stritolano decenni di storia imprenditoriale che ha fatto grande il made in Italy.
Con Eridania, l’Italia ha perso un altro marchio storico. 
 
Lo zuccherificio fondato nel 1899 a Genova come "Società Anonima Eridania, fabbrica di zucchero", con lo scopo di produrre e commerciare zucchero e prodotti affini in tutt’Italia, è stato ceduto ai soci transalpini di Cristal Union, che dal 2010 che già detenevano il 49% delle quote.
 
Sin dalla fine dell’Ottocento, la più grande società saccarifera italiana ha seguito le alterne vicende della storia e dell’economia nazionale.  
Eridania nel 1899 iniziò a coltivare barbabietole in un latifondo di Codigoro, in provincia di Ferrara, secondo un piano di rotazione quinquennale dei terreni. Nel 1900 inaugurò un altro stabilimento a Forlì: la barbabietola da zucchero diventava la più importante coltura industriale della Romagna. Allo scoppio della prima guerra mondiale, le unità produttive erano già nove. 
 
Superate le difficoltà dovute al conflitto, che aveva tanto rallentato la domanda di mercato quanto ridotto la manodopera, nei primi anni ‘20 l’azienda era ripartita con la costruzione di nuovi impianti, l'ammodernamento degli esistenti e l'acquisizione di alcune aziende saccarifere minori.
La grande crisi mondiale del 1928-29 produsse una concentrazione dell'industria italiana. Nel 1930 Eridania si fonde con un colosso del settore, la "Ligure Lombarda", creando la "Eridania Zuccherifici Nazionali". 
 
E’ la svolta: alla fine degli anni '30, sono 28 gli stabilimenti controllati che sono in grado di produrre il 60% del fabbisogno nazionale (delle circa 300 mila tonnellate su cui è attestata la produzione media italiana di zucchero). Anche il rallentamento causato dal secondo conflitto mondiale, sarà brillantemente superato: già nel 1947 l'azienda riprende la produzione tornando a regime nel 1948.
 
Gli anni Cinquanta vedono da un lato il raddoppio dei consumi di zucchero, parallelamente al cambiamento delle abitudini alimentari degli italiani, dall’altro la protezione doganale che assicura la chiusura delle frontiere all’importazione. Sempre di questi anni è l’innovativo programma agronomico che sposta la coltivazione delle barbabietole nelle zone collinari. Questo permette la conquista di nuovi spazi come l’Abruzzo e le Marche. Quest’ultima diventa la terza regione bieticola in Italia, cosa che rende necessaria la costruzione di due nuovi impianti. 
 
Nel 1966 Eridania passa sotto il controllo del gruppo petrolifero guidato da Attilio Monti. Mentre negli anni Settanta Sadam (seguito poi da Eridania) avvia ad una ristrutturazione degli impianti.
 
Nonostante la crisi degli anni Ottanta nell’ambiente saccarifero, Eridania ne esce rafforzata. Proiettata verso i mercati nazionali, nel 1985 ottiene il controllo totale del colosso saccarifero francese Béghin Say.
 
Gli anni Novanta vedono un nuovo assestamento. Le vicende del Gruppo Ferruzzi portano Eridania sotto il controllo di Montedison mentre continua il consolidamento del polo bieticolo-saccarifero in Italia centrale e insulare. Nel 2003 il Gruppo Sadam acquisisce  il marchio Eridania assumendo la denominazione di Eridania Sadam SpA.
Nel nuovo millennio l’azienda è sempre più coinvolta nella relazione tra controllo e valorizzazione del territorio e, quindi, nella tutela del consumatore. A Parma, in occasione del Salone internazionale dell’alimentazione del 2014, è premiata quale miglior azienda italiana per l’etica e l’ambiente. 
 
Lo zucchero a marchio Zefiro è il primo prodotto saccarifero ad avere una Dichiarazione Ambientale di Prodotto relativa al calcolo della carbon footprint (impronta di carbonio), ossia delle emissioni di CO2 generate nell’arco dell’intero ciclo di vita. Una certificazione consente inoltre la rintracciabilità dell’intera filiera produttiva, a garanzia della scrupolosa gestione dal campo alla tavola e dell’origine 100% italiana. Da un lato la tutela del patrimonio agroalimentare e dall’altro la qualità rendono Eridania sempre più un’azienda eticamente responsabile in linea con il concetto di qualità a cui si lega il made in Italy.
 

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