La nostra più grande risorsa di sviluppo culturale: gli italiani all’estero

La nostra più grande risorsa di sviluppo culturale: gli italiani all’estero

Se insegnassimo la nostra lingua all’estero contribuiremmo a diffondere, fuori dall'Italia, una maggiore consapevolezza del patrimonio culturale italiano

Nel corso degli ultimi decenni l’Italia è stata colpita regolarmente da ogni tipo di disastro, da quello naturale dei terremoti e delle inondazioni, come anche da disastri legati alla vita moderna come a incidenti ferroviari e navali. In ogni caso, in Italia si attiva una grandissima rete di assistenza, con aiuti di ogni genere. Lo vediamo anche ora dopo il terremoto che  ha colpito le zone del Centro Italia. 
L’Italia poi, ha una risorsa in più in casi del genere. 
 
Il Belpaese ha la fortuna di poter contare su una rete internazionale che si mette in azione per fornire gli aiuti necessari costituita da parenti e amici emigrati all'estero. 
Questa rete non si è mai tirata indietro quando il Paese di origine ne ha avuto bisogno. Aiuti che non si limitano alle associazioni di emigrati originariamente dalle zone colpite, ma da ogni associazione di origine italiana, come anche da gruppi internazionali come Rotary e Lions che hanno soci di origine italiana.
 
 Sulle pagine Facebook di queste associazioni vediamo commenti di solidarietà, annunci di raccolta di fondi, di commemorazioni e messe che vengono da tutto il mondo. Però, per quanto possa essere bello vedere questi annunci e iniziative dei connazionali all'estero, troppo spesso cadiamo nel tranello di scordarne l’esistenza una volta finito il momento del bisogno.
 
 Scordiamo che i club e le associazioni degli italiani all'estero, che gli imprenditori italiani che hanno stabilito le loro imprese all'estero, come anche le scuole e gli istituti culturali, comprese le università non interrompono le loro attività a favore del Belpaese in attesa del prossimo sisma o disastro.
 
 I nostri parenti e amici che sono emigrati, soprattutto nel periodo immediatamente successivo alla Seconda Guerra Mondiale hanno svolto un ruolo fondamentale nel rilancio del Paese del “Boom economico” con i soldi che spedivano, e in alcuni casi ancora inviano, alle loro famiglie in Patria.  
 
I ristoranti italiani e le famiglie italiane in giro per il mondo sono poi fonte di esportazione per i produttori italiani di ogni genere, dalla pasta all’olio d’oliva, a tanti altri ingredienti necessari a produrre piatti italiani autentici. Allo stesso modo imprenditori italiani all'estero importano prodotti come elettrodomestici, piastrelle, lampadari, macchine di produzione industriale, macchine da caffè per i bar e l’uso domestico. Solo l’esportazione del caffè italiano fornisce una fonte non indifferente di guadagno per il Paese.
 
 La presenza di italiani in molti Paesi comporta inoltre un mercato per musica e film italiani. L’esistenza di gruppi culturali italiani in molti Paesi che lavorano con gli enti culturali, le gallerie d’arte e i teatri più importanti dei Paesi di residenza, creano poi un pubblico internazionale per i nostri artisti tra un pubblico che altrimenti non li conoscerebbe. 
In questo modo artisti come Raffaella Carrà, Laura Pausini, Eros Ramazzotti, per nominare soltanto tre dei cantanti italiani più popolari, sono riusciti ad entrare ed imporsi in mercati altrimenti lontani.  
 
Allo stesso modo automobili, navi e aerei italiani sono venduti all'estero spesso grazie ai nostri connazionali. Sarebbe interessante sapere quanto delle esportazioni italiane siano legate alle varie comunità e a imprenditori italiani operanti nei mercati esteri. Le Camere di Commercio italiane all'estero dimostrano ufficialmente il contributo delle comunità italiane ma spesso questo è ignorato dal pubblico italiano. Se per quel che riguarda i prodotti industriali italiani, il mercato sa di poter contare su questa rete di connazionali, è nei vari campi della Cultura che bisognerebbe operare.
 
Una popolazione italiana all'estero che non parla la nostra lingua difficilmente potrebbe contribuire a far conoscere i nostri migliori autori, poeti e cantanti al pubblico internazionale. 
 
Un pubblico di origine italiana che conosce poco o niente della Storia e Cultura del Paese di origine dei genitori e dei nonni difficilmente potrebbe spiegare ad amici e colleghi di lavoro un fatto che spesso ripetiamo, ma che non è apprezzato in pieno all'estero, ovvero che il nostro è il patrimonio culturale più grande e importante del mondo.
 
 Quest’anno abbiamo avuto un aumento del turismo internazionale in Italia, ma una parte di questo turismo era composto da visitatori che evitavano la Francia in seguito agli attentati degli ultimi mesi. In questi termini non è un aumento “duraturo”. Per questo il sistema Italia dovrebbe organizzarsi in modo da aumentare in modo sensibile e a lungo termine coloro che vogliono fare le vacanze in Italia per vedere le glorie dei nostri artisti nel corso dei millenni. 
 
Se vogliamo che la nostra Cultura contribuisca alla nostra economia a livelli migliori per numero di opere, palazzi e centri di Cultura, è inutile dircelo tra di noi. Dobbiamo dirlo a tutto il mondo e il miglior mezzo si trova nella nostra risorsa più importante all'estero: gli emigrati italiani e i loro discendenti.
 
 Se cominciassimo a spingere di più sull’insegnamento della lingua italiana all’estero creeremmo un mercato mondiale per i nostri libri, non solo scolastici. Se insegnassimo la nostra lingua e Cultura inculcheremmo, anche fuori dall'Italia, una maggiore e vera consapevolezza della grandezza del patrimonio culturale italiano. 
 
I nostri amici e parenti all'estero non sono una risorsa per il Paese solo in caso di disastri. Sono la nostra risorsa più importante, non solo per il nostro passato, ma soprattutto per il futuro.

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