Progetto pop-dance di In-Grid per Natale dopo tre brani da record anche per Billboard

Progetto pop-dance di In-Grid per Natale dopo tre brani da record anche per Billboard
I genitori, che gestivano un cinema, la chiamarono come Ingrid Bergman, attrice prediletta dal padre
Le canzoni di Ingrid Alberini, nome d’arte In-Grid, hanno raggiunto i vertici delle classifiche di vendita mondiali: Stati Uniti, Francia, Russia, Austria, Scandinavia, Australia, Messico, Polonia, Ucraina, Repubblica Ceca, Romania, Germania. Nella prestigiosa Billboard statunitense c’è “Rendez-Vous”, il suo primo album, e i due singoli “Shock” e “You promised me” (versione inglese di “Tu es foutu”). 
 
In-Grid, laureata con lode in filosofia, è originaria di Guastalla in provincia di Reggio Emilia, dove ha debuttato e incontrato Larry Pignagnoli e Marco Soncini, produttori di “Tu es foutu” (2002). Il brano diventò un successo internazionale, tanto che negli Stati Uniti fu inserito nello show “Queer Eye For The Straight Guy”, trasmesso dal Network Tv Bravo.
 
Dalla provincia emiliana alle classifiche Billboard, fino al reality americano “Queer Eye For The Straight Guy” il passo è veramente lungo.
Avere “You promised” (Tu es foutu) in una tale chart e addirittura inclusa, accanto a nomi veramente importanti, nel soundtrack di quel reality popolarissimo in Usa mi ha reso molto orgogliosa! E’ una sorpresa anche sentirla in diverse sigle televisive in Italia, o in pubblicità qui e all'estero, soprattutto in programmi dedicati ai bambini (sempre presenti ai miei concerti). In Italia, per ricordare alcune sincronizzazioni: Chiambretti Show, Un medico in famiglia, i film "La giusta distanza" e “Sharm El Sheikh”.
 
Come è nato “Tu es foutu”, il brano che l’ha imposta all’attenzione di tutti?
Una storia d'amore finisce, in realtà la prima storia, quella che non si scorda; un po' di rancore dentro che in qualche modo va esternato, possibilmente in modo costruttivo; scappo in Costa Azzurra per dimenticare, rapita da quell'atmosfera e quelle sonorità romantiche, scrivo di getto un testo in francese. Un testo buffo, anche se un pochino "arrabbiato". Comunque ironico. 
Grazie ai miei produttori Larry Pignagnoli e Marco Soncini, nasce una canzone e io "guarisco" da quella prima sensazione di sconfitta. Anche perché l'ex in questione è un dj che inevitabilmente deve suonarla. L'arte, come ho sempre sostenuto, è la terapia migliore. 
Quel testo, insieme ad una musica che sembrava cucita addosso, con l'aggiunta della fisarmonica, forse tra le prime volte utilizzata su un groove dance, ne fanno un brano vincente, che viene licenziato in più di venti paesi, con 14 dischi tra platino e oro. Comincio a viaggiare il mondo, dal Messico alla Siberia. E la mia vita cambia!
 
La scelta è stata assolutamente felice, ma perché cantare in francese e soprattutto all’estero?
Se prima del 2002 mi esibivo per lo più in Italia, da quell' estate ho cominciato veramente a conoscere il mondo ed amarlo. Non sono più riuscita a fermarmi e credo mai lo farò. È una tale e continua scoperta di cui non si riesce più fare a meno: culture, cucina, paesaggi, tradizioni, valori, colori.... Il mio concentrarmi maggiormente sull'estero è dovuto proprio a questa voglia di avventura e curiosità, oltre al fatto che la musica francese non è molto popolare nelle radio italiane. 
Quello che fino ad ora mi ha permesso di farlo è appunto la mia voglia di studiare un po' anche lingue come russo, polacco, oltre a inglese e francese. In modo da poter dialogare e interagire con il pubblico che ho di fronte. Ironia e interazione (ma anche empatia) sono il segreto di questi tanti anni "on stage". Oltre a una passione infinita.
Ho registrato alcune delle mie canzoni in lingua inglese, per esigenze di mercato, per paesi quali Australia e Usa. Cosa effettivamente non semplice, per il rischio che quel genere dalle sonorità decisamente francesi (fisarmonica inclusa) venisse un po' snaturato. Direi che il risultato ha dato comunque belle soddisfazioni.
 
Nella sua vita e nei suoi video si respira aria di cinema.
Il video di “Tu es foutu” era ispirato al film “Caccia al ladro” di Alfred Hitchcock con Cary Grant e Grace Kelly, mentre “In-tango” al film di Woody Allen “La rosa purpurea del Cairo” dove un personaggio esce dallo schermo per rapire la spettatrice. 
Io mi chiamo Ingrid perché i miei genitori gestivano un cinema ed erano fan di Ingrid Bergman, in quel cinema ci ho vissuto per ben 25 anni. 
 
Nei suoi dischi c’è passione, energia e...
"Volia'" e "Passion" sono i miei due album dance, pieni di energia, mentre “La vie en rose” e “Lounge musique”, contengono canzoni del passato, per lo più hit francesi, riproposte in chiave lounge/chill/jazz/swing. 
Questi ultimi sono i generi musicali che preferisco e in cui sento di esprimere al meglio la 
mia personalità. Privilegio comunque le canzoni francesi, verso le quali mi sento particolarmente adatta, forse grazie al fatto che ho sempre avuto un vibrato naturale molto accentuato di cui ormai ho fatto la mia caratteristica vocale. Lo scorso anno ho avuto l’onore e il piacere di collaborare con il grande Fabrizio Bosso nella produzione con i Réseau di “Kiki Swing” e “Kiki la Belle”, a cui sono molto legata.
 
Ingrid oggi.
In tutti questi anni non mi sono mai fermata nella produzione, alla ricerca di un'altra hit che fosse coerente a livello di genere con “Tu es foutu”, ma che rispettasse anche i gusti musicali di oggi. Adoro questa parte del mio lavoro, amo essere presente in tutte le fasi della creazione di un brano (composizione, arrangiamento, mix, mastering). Sono capace di passare giorni e notti interi in studio di registrazione, senza stancarmi mai, per la “gioia” di fonici e arrangiatori! 
Attualmente sono impegnata in un progetto pop-dance che spero uscirà e vi farà sorridere e ballare entro Natale. Cross The fingers!

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