Discovering Siena’s underground aqueducts

The medieval fountain Fontebranda, located in Terzo di Camollia, in the Contrada of Oca in Siena, Tuscany, Italy. The first mention of the fountain was in 1081. — Photo by ajlber

Perched atop three Tuscan hills, the ancient walled city of Siena is famous for many things. Its medieval streets and architecture have barely changed in 800 years. Its polychrome marble cathedral rivals the beauty of Florence’s own. And its historic Piazza del Campo, hosting the world famous Palio horserace every year, is acclaimed as the most beautiful civic square in Italy. But beneath the pavements and palazzi lie the tunnels, or bottini, constructed in the 12th century that kept Siena alive; these are the underground aqueducts of Siena and this is their story.
 
A brief history of Siena
The original founders of the hilltop city of Siena are lost in the mists of time. Legend has it that Senius and Aschius, sons of Remus and nephews of Romulus the founder of Rome, established Siena, hence the city’s emblem of a she-wolf suckling twins. The truth may be a little less romantic with evidence of Etruscan settlement dating back to between 900 & 400 BC. The Romans arrived next, followed by the Lombards of Germany bringing trade prosperity in the 700s AD. And then Charlemagne’s Franks took over in 774 AD before the Senese gained independence in the 11th century. But whatever Siena’s history or whoever was ruling, there was one problem that all residents faced - how to make water flow uphill into the walled hilltop citadel.
Uno scorcio dei Bottini, gli antichi acquedotti di Siena. Photo: Odyssey-Images / Alamy Stock Photo
Building the Bottini of Siena
The early Etruscan and Roman settlers were advanced people, familiar with the use of irrigation for farm land and moving water from uplands but the problem facing them in Siena was different. The city is 322 meters (1056 feet) above sea level and the nearest fresh water source is a tributary of the river Arbia in the valley to the south so the Senese had to find another source of water for daily life and one that didn’t involve leaving the safety of their hilltop stronghold.
 
The solution in the end was quite simple, literally falling from the sky. Rainwater.
Long before modern plumbing and hydraulics the Senese people learnt to collect rainwater seepage together with water from little hilltop springs. The trick was to channel it into a series of underground tunnels called Bottini built into the tufa volcanic rock. Gravity and natural flow would then direct the water in small terracotta tiled channels or gorelli in the bottom of the tunnel.
 
As it gathered in volume it would be pooled in large collection tanks, cisterns and fountains dotted around the city. And as many of the pools were under cover they had the added benefit of preventing evaporation and keeping the precious water cool and clear throughout the sweltering Tuscan summers.
 
As the city became richer and more powerful the underground aqueducts became more sophisticated too. And the result was that after some serious construction work between the 12th and 15th centuries during the height of the city’s power, Siena now had over 25 kilometers of head-height vaulted stone tunnels criss-crossing far beneath the streets. The problem of water had been solved.
Fontebranda the talking fountain, Siena Italy — Photo by edu1971
By the Renaissance Siena’s ancient underground bottini tunnels were feeding 17 fountains dotted around the city. The oldest one still supplied by the bottini is the Fontebranda in the contrada or district of Oca, near the Porta di Fontebranda. The first pool on the site dated to around 1081 but the Siena Guild of Woolmakers built the current version in 1246. And today you can still visit it, admiring the Gothic arches and crenellated roof that protect the precious liquid treasure inside. 
 
The arrival of modern hydraulics and plumbing meant that the Senese people no longer needed to rely on the bottini to supply the community fountains as sources for their household water. Nevertheless the tunnels continue to send Tuscany’s precious precipitation to the tanks, cisterns and pools. And the channels are still maintained by specially trained bottinieri who coordinate repairs, remove debris and restore damage caused by tree roots to ensure the water flows just as it has for centuries and centuries. And will do for many more.
 
You can even visit the bottini with specially organized tours by the skilled and knowledgeable bottinieri who will take you through the tunnels that made life in Siena possible. These were the arteries and capillaries that brought the lifeblood into the heart of the city and by walking even a small section you begin to appreciate their significance, despite their hidden, secret locations. 
 
So next time you climb up the hill and cross through the imposing Medieval gates to tread the stone paved alleyways of Siena spare a thought for the bottinieri who once toiled right under your feet to keep the city alive. And keep an eye out for the decorative and functional fountains that are sprinkled around the city. From the very public and ornate Fonte Gaia in the central civic Piazza del Campo to the functional Fontebranda tucked away in the heart of one of Siena’s legendary, historic contrade communities, each one had the same purpose; to keep the city hydrated under the blazing summer sun. You can even still dip your hand under the taps and spouts to take a slug of the crystal clear liquid. And its all thanks to one thing; the ingenious underground bottini tunnels of Siena. 
Appollaiata su tre colline toscane, l’antica città di Siena circondata dalle mura è famosa per molte cose. Le sue strade medievali e l’architettura sono cambiate pochissimo in 800 anni. La sua cattedrale di marmi policromi rivaleggia con la bellezza del Duomo di Firenze. E la sua storica Piazza del Campo, che ogni anno ospita il Palio, la corsa di cavalli famosa nel mondo, è considerata la più bella piazza civica in Italia. Ma sotto le pavimentazioni e i palazzi ci sono dei tunnel, i Bottini, costruiti nel 12° secolo che tengono viva Siena. Questi sono gli acquedotti sotterranei di Siena e questa è la loro storia. 
 
Una breve storia di Siena 
Chi fondò la città di Siena in cima ai colli si perde nelle nebbie del tempo. La leggenda dice che Siena fu voluta da Senio ed Aschio, figli di Remo e nipoti di Romolo, il fondatore di Roma. Da qui l'emblema della città: una lupa che allatta gemelli. La verità può essere un po’ meno romantica con l’evidenza di un insediamento etrusco datato tra il 900 e il 400 AC. Poi arrivarono i Romani, seguiti dai Longobardi che portarono prosperità commerciale nel 700 A.C., e poi dai Franchi di Carlo Magno che la presero nel 774 D.C., prima che i senesi guadagnassero l'indipendenza nell’11° secolo. Ma quale che sia la storia di Siena o chiunque l’abbia dominata, c'era un problema che tutti i residenti hanno dovuto affrontare: come fare fluire l’acqua in salita nella cittadella murata sopra le colline. 
Uno scorcio dei Bottini, gli antichi acquedotti di Siena. Photo: Odyssey-Images / Alamy Stock Photo
La costruzione dei Bottini di Siena 
I primi  Etruschi e i coloni romani erano molto avanzati, conoscevano l'uso dell’irrigazione per le terre di coltivazione e sapevano movimentare l’acqua dagli altipiani. Ma affrontare il problema di Siena era diverso. La città è a 322 metri (1056 piedi) sopra di livello del mare e la fonte di acqua fresca più vicina è un affluente del fiume Arbia nella valle a sud, così che i Senesi dovettero trovare un'altra fonte d’acqua per la vita quotidiana ed una che non comportasse il dover lasciare la sicurezza della fortezza in cima al colle. 
 
La soluzione alla fine fu piuttosto semplice, cadde letteralmente dal cielo. Acqua piovana. 
Molto prima delle tubazioni e dell’idraulica moderna, i Senesi impararono a raccogliere insieme il gocciolamento dell’acqua piovana con l’acqua delle piccole sorgenti in cima al colle. Il trucco era canalizzarla in una serie di tunnel sotterranei chiamati Bottini, costruiti nella roccia vulcanica di tufo. La gravità ed il naturale flusso avrebbero diretto l'acqua nei piccoli canali smaltati, o gorelli, nel fondo dei tunnel. Quando raggiungeva un certo volume l’acqua sarebbe stata raccolta in grandi serbatoi di raccolta, cisterne e fontane che punteggiarono la città. E poichè molte delle piscine erano sottoterra, avevano l’ulteriore beneficio di prevenire l’evaporazione e di conservare, fresca e chiara, la preziosa acqua durante le soffocanti estati toscane. 
 
Quando la città divenne più ricca e più potente, gli acquedotti sotterranei divennero anche più sofisticati. Ed il risultato fu che, successivamente a un impegnativo lavoro di costruzione tra il 12° e il 15° secolo, durante il picco di potere della città, Siena ora si ritrova 25 chilometri di tunnel di pietra con volte percorribili che si incrociano sotto le strade. Il problema dell’acqua era stato risolto. 
La bandiera di una delle contrade senesi: la Contrada dell'Oca. Fontana Fontebranda si trova nei pressi della contrada dell’Oca, vicino alla Porta di Fontebranda
Nel Rinascimento gli antichi tunnel sotterranei dei bottini erano alimentati da 17 fontane distribuite lungo la città. La più vecchia, approvvigionata dai bottini, è Fontebranda nella contrada dell’Oca, vicino alla Porta di Fontebranda. Il primo serbatoio sul luogo data attorno al 1081 ma la Gilda dei Lanaioli di Siena costruì la versione attuale nel 1246. Oggi si può ancora visitare, ammirando gli archi gotici e il tetto merlettato che proteggono il tesoro liquido e prezioso. 
 
L'arrivo della moderna idraulica e delle tubature significò che i Senesi non ebbero più bisogno di contare sui bottini per rifornire le fontane di comunità come fonti d’acqua per gli usi domestici. Ciononostante i tunnel continuano a spedire le preziose precipitazioni della Toscana ai serbatoi, alle cisterne e alle piscine. Ed i canali sono ancora mantenuti da bottinieri, personale qualificato che coordina riparazioni, rimuove frammenti e ripristina i danni causati dalle radici degli alberi per assicurare il flusso dell'acqua così come è stato per secoli e secoli. E così come sarà per molti altri. 
 
Si possono anche vedere i bottini con speciali visite organizzate dagli esperti bottinieri che porteranno attraverso i tunnel che hanno reso possibile la vita a Siena. I tunnel erano le arterie e i capillari che hanno portato la linfa vitale nel cuore della città e camminandoci anche per una piccola sezione, sarà possibile apprezzare il loro significato nonostante la loro collocazione nascosta, segreta.  
 
Quindi, la prossima volta che salirete sulla collina e passerete attraverso le imponenti porte medievali per calcare la pavimentazione in pietra di Siena, pensate ai bottinieri che una volta faticavano proprio sotto i vostri piedi per tenere viva la città. E guardate le fontane decorative e funzionali che sono sparpagliate nella città. Dal Fonte Gaia, molto pubblico e riccamente ornato nella centrale Piazza del Campo, alla funzionale Fontebranda nascosta nel cuore di una delle leggendarie e storiche contrade cittadine, ciascuna ha lo stesso scopo, portare l’acqua alla città sotto il caldo sole d’estate. Potrete anche bagnare la vostra mano sotto i rubinetti e i becchi e sorseggiare il limpido liquido. Tutto è possibile grazie ad una cosa: i tunnel degli ingegnosi bottini sotterranei di Siena.

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