Sulle orme poetiche di Carducci, primo Nobel italiano alla letteratura, tra Castagneto e Bolgheri

Sulle orme poetiche di Carducci, primo Nobel italiano alla letteratura, tra Castagneto e Bolgheri

Castagneto, piccolo comune nella maremma livornese al centro della costa degli Etruschi, ha aggiunto nel suo toponimo l’omaggio a Carducci nel 1907

La Toscana  è una regione di fama internazionale che sa offrire al visitatore paesaggi di campagna fuori dal tempo, gettonate località di mare adatte alle famiglie che si divertono sulle lunghe spiagge sabbiose, angoli amati dal jet set che parcheggia lo yacht a Punta Ala. 
 
Tra le verdeggianti colline toscane, che acquistano sfumature dal verde al rosso intenso in base alla stagione, sorgono, a punteggiare il panorama, piccoli borghi. 
Le colline della Toscana ospitarono i natali di un grande protagonista della letteratura italiana del tardo Ottocento: Giosuè Carducci. Spesso siamo abituati a leggere testi di grandi uomini, non conoscendo il loro passato e se ci capita di conoscere la loro biografia, non riusciamo a cogliere in fondo la loro esistenza fintanto che non ci si trova dove essi vissero, in quei paesaggi che videro e che furono parte essenziale della loro esistenza. I colli di Bolgheri e di Castagneto Carducci, oggi alle spalle di una bella costa frequentata soprattutto da campeggiatori, furono luoghi importanti per l’infanzia del nostro primo Premio Nobel per la letteratura nel 1906.
 
Carducci era particolarmente affezionato a Castagneto, dove tornò anche da adulto affittando due stanze di cui una adibita a studio. Carducci decise di avere una base dove tornare. Già da piccolo estremamente erudito sia in latino che in greco, non stupisce che divenne professore universitario e  grande scrittore sin da giovane. Il legame con Bolgheri e Castagneto fu sempre un filo conduttore della sua vita: il padre Michele era un medico che operava a Bolgheri ma le sue idee rivoluzionarie lo obbligarono a  spostare la dimora a Castagneto che, nonostante non fosse poi così lontana, per l’epoca era abbastanza distante da salvaguardare l’incolumità della famiglia dalle ire dei conservatori che si scagliarono a suon di fucilate contro il medico.
 
 Poteva essere differente Giosuè? Lo fu in parte, ma la sua natura ebbe comunque aspetti di ribellione e di autoaffermazione notevoli. 
Chiunque volesse scoprire questo scrittore italiano, potrà capirne maggiormente l’aspetto umano camminando in questi luoghi, visitando il museo a lui dedicato, e vedendo le sue pagine scritte minuziosamente su fogli che vengono conservati accuratamente nel museo a tema.
 
Non solo aspetti intellettuali ma anche goderecci, caratterizzano la vita di questo grande personaggio. A Castagneto pare che Carducci, una volta tornato da adulto, organizzasse, con gli amici delle “ribotte” che erano delle grandi mangiate in cui ci si sedeva a tavola a mezzogiorno per poi alzarsi alla sera e nel frattempo si discuteva di poesia.
 
Il grande Carducci conosceva bene i principi della bella vita italiana: una bella mangiata, buona compagnia, quattro chiacchere. Allora come oggi usi e costumi di una cultura nazionale che afferma le sue tradizioni.
 
Il giro oggi organizzabile tra Bolgheri e  Castagneto Carducci è un interessante percorso sulle orme di questo grande scrittore. 
Stacchiamoci dunque dalle rotte del turismo di massa per dar spazio al turismo letterario, che accresce un pizzico la nostra conoscenza del magico mondo della parola scritta.
 
Entrando in Castagneto non sarà complicato trovare la  giusta direzione. La prima tappa è la casa di Carducci: ci si sorprende nello scoprire che la dimora dello scrittore da adulto non fu una sontuosa villa, nè un appartamento faraonico, ma un semplice bilocale. Scoprire queste due stanze sarà un’esperienza intensa: ogni angolo, ogni documento ha la sua storia da raccontare. Nello studio è conservata una copia delle confessioni di Sant’Agostino del 1665. La casa che lo scrittore prese in affitto, è ubicata nel cuore del paese, in una via non raggiungibile dalle auto per la sua stretta conformazione.
 
Ogni volta che Carducci tornava a Castagneto era una festa: una banda di musicisti lo accoglieva alla stazione accompagnandolo lungo il tragitto verso casa. 
Solo camminando, guardandosi intorno e lasciando libera la fantasia, i due borghi affascinano con i loro cipressi, le vie strette, i ristoranti affacciati su terrazze che si perdono in un orizzonte senza fine ammorbidito dalle colline. Qui si assapora la bellezza della campagna toscana e il piacere della cultura che ci arricchisce e ci fa sentire di appartenere a ciò che ci circonda, dando un senso al tempo e ai luoghi.­­

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