Santa Giustina di Mesola, punto di partenza per scoprire i gioielli del Delta del Po

Santa Giustina di Mesola, punto di partenza per scoprire i gioielli del Delta del Po

Il Delta del Po è stato inserito nel 1999 nella lista dei siti italiani patrimonio dell'Umanità dall'Unesco

Un interessante itinerario in Emilia Romagna, dalle molteplici sfaccettature, parte da Santa Giustina, piccolo borgo contadino nel Ferrarese, a pochi chilometri dal Po, costruito ex novo nel 1954, in posizione baricentrica fra Mesola, Bosco Mesola e Goro, a due passi da Torre Abate, uno dei “gioielli” architettonici dell’intero Delta. 
 
Realizzata nel 1569, durante la Grande Bonificazione Estense, Torre Abate fu un’opera di ingegneria idraulica all’avanguardia per il tempo: all’epoca sorgeva sulla riva del mare Adriatico. Restaurata alla fine degli anni Sessanta, è oggi meta fra le più suggestive del territorio, anche per gli ambienti naturali che la circondano.
 
La società Aqua, che si occupa da anni di turismo ambientale e valorizzazione del territorio da entrambi i lati del Po, sia nel Ferrarese che in provincia di Rovigo,  gestisce un articolato complesso di strutture che facevano parte del paese costruito nel 1954 e che oggi sono state convertite in un ostello, un ristorante tipico con annessa bottega di prodotti del territorio, e un grande centro didattico rivolto soprattutto ai ragazzi. Questa struttura polifunzionale aperta tutto l’anno, è la base ideale per escursioni e visite guidate organizzate in tutte le più belle località dei dintorni: escursioni costruite ad hoc per tipologie di pubblico diverse che possono apprezzare la viarietà paesaggistica del Delta del Po inserito, dal 1999, nella lista dei siti italiani patrimonio dell'umanità dall'Unesco.
Il Bosco della Mesola, originatosi nel Medioevo su cordoni dunosi formati dal Po di Goro e dal Po di Volano, è oggi la più estesa area boscata del Ferrarese. Il terreno è di origine alluvionale dall'andamento irregolare, sintomo della presenza di antiche dune, che a tratti formano ristagni d'acqua con vegetazione palustre.
Tra i mammiferi, nel parco si possono incontrare, durante le visite guidate in pulmino, un consistente nucleo di daini e un centinaio di autoctoni cervi della Mesola,  ultimo nucleo degli antichi cervi della Pianura Padana. Grande è la varietà di specie di uccelli tra cui la capinera, la cinciallegra, l'allocco.
 
I dintorni racchiudono veri e propri gioielli, come Comacchio con i suoi ponti e i suoi canali, “capitale” del Delta emiliano, detta anche la “piccola Venezia”.
Dal Ponte degli Sbirri si gode la vista più bella: da una parte l’Antico Ospedale degli Infermi, dall’altra l’ottocentesco Palazzo Bellini e il celebre Trepponti, simbolo della cittadina. Suggestiva è l'antica Manifattura dei Marinati, perfettamente ristrutturata e tornata in funzione, dove è possibile visitare la “Sala dei fuochi”, con 12 camini per la cottura allo spiedo delle anguille prima della marinatura.
 
Mesola vanta invece un meraviglioso castello di epoca Estense, dotato di quattro imponenti torri, mura merlate, grandi finestre: una struttura a metà tra una fortezza e una dimora di lusso o Delizia, circondata da un bosco per la caccia.
La sua costruzione iniziò nel 1578 per volere del Duca Alfonso II, ultimo discendente della dinastia degli Este, che desiderava lasciare un segno importante sul territorio ferrarese costruendo una residenza di corte sfarzosa al punto da poter competere per dimensioni e magnificenza con il più antico Castello di Ferrara, simbolo assoluto del dominio estense.
Secondo l'ipotesi di alcuni storici, questa futura città rinascimentale doveva contrastare il potere di Venezia sull'Adriatico: un progetto ambizioso che necessitava di tempo e di eredi che Alfonso II non riuscì ad avere. Nel 1598 lo Stato Pontificio tornò in possesso del Ducato di Ferrara e di conseguenza di Mesola.
 
Goro e gli altri villaggi di pescatori sulla foce del grande fiume presentano straordinari ambienti naturali, "modellati" dalla mano dell'uomo nel corso dei secoli. 
In questi luoghi la vacanza migliore ha i ritmi lenti della bicicletta, facilmente noleggiabile, per pedalare su dolci strade pianeggianti. Ma sono possibili anche escursioni a piedi o in barca elettrica, abbinandosi sempre alla bontà dei prodotti tipici, dall’anguilla al pesce del Delta, dagli asparagi al Vino delle Sabbie. “La nostra è una terra a tradizione agricola – patate, carote, radicchio – ma in anni recenti ha saputo puntare con intelligenza sul turismo ambientale, grazie anche alla posizione centrale nel Parco del Delta del Po e al contributo operativo del Gal Delta 2000. E realtà come questa stanno dando grande impulso alla valorizzazione turistica di un territorio davvero singolare, dove ambiente e cultura si sposano come raramente accade altrove”, sottolineano il sindaco di Mesola, Gianni Padovani, e il presidente del Gal Delta 2000, Lorenzo Marchesini.
 

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