Bene gli effetti speciali, ma il Fantasy può viverne senza come la Divina Commedia

Sophia Loren nella celebre scena de La ciociara di Vittorio De Sica

Sophia Loren nella celebre scena de La ciociara di Vittorio De Sica

La mente umana è meravigiosa, non solo ci permette di ragionare e pensare, ma ci permette anche di immaginare cose che non esistono. Questa nostra fantasia ci permette di creare mondi immaginari, animali e regni che non sono mai esistiti e di creare opere di letteratura che ci danno la possibilità di discutere soggetti controversi in un modo originale. Da questa fantasia è nata una categoria speciale di letteratura, quel che gli inglesi chiamano Fantasy e che comprende anche la Fantascienza.
Per noi italiani è facile pensare a un mondo immaginario che ci permette di discutere temi e concetti importanti, come la  lealtà e l’amore, l’odio e l’indifferenza. 
Non tutti ci pensano, ma l’opera più importante della nostra letteratura, La Divina Commedia è anche l’opera di Fantasy più importante del mondo.
 
Nel creare i tre regni dell’Inferno, del Purgatorio e del Paradiso, Dante Alighieri ci mette in condizione di confrontare tutti i pregi e i difetti dell’essere umano. Non utilizza solo personaggi veri, ma anche creature e personaggi delle mitologie greca e romana.
Chi legge queste opere si crea una visione personale di questi mondi e dei suoi personaggi e creature. Non esistono due persone che vedono tutto allo stesso modo. La nostra immaginazione è individuale, quel che abbiamo letto, come siamo cresciuti si mescolano insieme per creare quel che immaginiamo quando leggiamo questi volumi. 
Ma cosa succede quando entra in scena un altro mezzo e dobbiamo affrontare il problema di come rappresentare in modo realistico le parole scritte su una pagina? 
 
Con l’arrivo prima degli spettacoli teatrali, poi con la tecnologia moderna del cinema e di conseguenza la sua cugina scenografica la televisione, ci troviamo a dover affrontare come mettere in scena queste opere letterarie. 
Sfortunatamente, negli ultimi anni la soluzione moderna crea limiti per i produttori e anche per il suo pubblico.
Chi ha visto il film “Hugo Cabret”, il capolavoro del regista italo-americano Martin Scorsese ha visto che sin dall’inizio il cinema ha sperimentato con effetti speciali. Questi primi passi hanno segnato un’epoca importante della nostra arte perché, per la prima volta in millenni, l’uomo ha inventato un mezzo nuovo d'arte. Il pubblico internazionale ha accolto il mezzo del cinema, come anche la televisione, con le braccia aperte. Questo pubblico ha capito che gli effetti speciali avevano i loro limiti e, malgrado questi limiti e film che sembrano ingenui ai nostri occhi moderni, il cinema ha avuto un successo che non è mai sparito.
 
Con i limiti imposti della tecnologia, i registi e i produttori hanno cercato di sfruttare la loro fantasia. Nei generi della fantascienza e del horror non sempre vediamo il mostro di turno. Un esempio straordinario dell’uso di immagini sfuggite è nel film Alien del regista Ridley Scott. Il pubblico non vede che di sfuggita il mostro, un mostro che cambia aspetto da scena a scena e la mente umana riempe il vuoto che il regista lascia al pubblico. In questo modo aumenta la tensione e la paura in chi assiste.
 Questo vale anche per altri generi del film dove il regista ha l’intuito di capire che non bisogna dimostrare tutto di un incidente importante per aumentare l’impatto della scena. Basta ricordare la scena dello stupro di madre e figlia in “La Ciociara” di Vittorio De Sica dove la tragedia è trasmessa dall’inquadratura del viso e soprattutto degli occhi di Cesira che comunica in modo potentissimo lo scempio subito.
 
Con l’arrivo dei computer e dei sistemi di effetti speciali sempre più sofisticati il pubblico spesso non si rende conto che non tutto quel che vede sullo schermo è vero. Palazzi, paesaggi e città sono ricreati così bene nel computer che il pubblico è convinto che gli attori siano davvero in questi luoghi durante le riprese.
 Purtroppo, gli effetti speciali hanno cominciato e prendere il posto della trama e della storia. Vediamo film che non raccontano storie, ma diventano l’attrazione centrale del film. Ci vuole poco per pensare a film del genere come 300, i film recenti dei supereroi e la maggioranza di film di fantascienza e horror. Sono film che non sono destinati a durare e sarà interessante vedere quanti saranno ancora ricordati tra settant’anni come Via Col Vento, o il Robin Hood di Errol Flynn che sono ancora trasmessi oggigiorno. 
 
Non è un caso che imdb.com il maggiore sito cinema di internet nei suoi sondaggi dei migliori film in qualsiasi categoria non include film che abbiano meno di vent’anni. Solo il tempo decide quali film sono davvero grandi.
 Nel favorire gli effetti speciali sulla storia i produttori di questi film offendono l’intelligenza del loro pubblico. 
 
I grandi film, come le grandi serie televisive non sono quelli che divertono per novanta e più minuti, ma sono quelli che ci stimolano in tal modo che vogliamo parlarne con gli amici per scambiare pareri e magari tornare al cinema per rivedere il film per apprezzarlo del tutto.
 Negli ultimi anni una serie televisiva e una trilogia di film, entrambi di Fantasy, hanno dimostrato come il pubblico premia quei produttori e registi capaci di intrecciare effetti speciali con storie complicate e affascinanti per creare opere indimenticabili.
 
 Le serie televisiva “Trono di Spade”, come la trilogia de “Il Signore degli Anelli” hanno raccolto meritatamente premi e un pubblico internazionale enorme. Nel caso dei tre film dell’opera di J. R. R. Tolkien, il pubblico adulto può vedere benissimo come l’autore sia stato ispirato dagli orrori della Prima Guerra Mondiale. La teleserie racconta una storia degna delle lotte del Rinascimento italiano con intrighi e tradimenti e gli effetti speciali forniscono i colori come in un dipinto di un mondo che è diventato vero nella mente dei suoi milioni di fan intorno al mondo.
 
Come nelle migliori pitture, sculture e letteratura, il cinema e la televisione non sono soltanto passatempi piacevoli da vedere. La migliore arte, di tutti i generi, è quella che ci sfida intellettualmente e ci fa pensare su quel che vediamo. Si dice che una pittura valga mille parole e il detto è vero.
Chi ha studiato storia dell’arte capisce l’importanza dei simboli e basta vedere qualsiasi capolavoro per vedere segni che ci trasmettono messaggi. A volte spirituali, come le opere di Michelangelo e Leonardo, oppure della vita e della Natura come con i migliori espressionisti. Il cinema e la televisione offrono opere che mettono insieme parole, immagini e musica. Anche per questo i migliori film e teleserie ci fanno piacere, perché ci danno esperienze a più livelli.
 
Speriamo che produttori e registi capiscano che gli effetti speciali non sono fini a se stessi, ma un mezzo per migliorare le loro opere.
 

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