Nove anni dopo il terremoto de L'Aquila

Nove anni dopo il terremoto de L'Aquila

Nove anni dopo il bicchiere è mezzo pieno, si vede nei servizi fotografici dei media nazionali, e lo confermo con la mia esperienza personale. Salendo da Porta Napoli verso la Fontana Luminosa i fabbricati del lato destro sono tutti rimessi a posto, non così quelli a sinistra, i portici sono ancora fermi alla messa in sicurezza dell’immediato dopo sisma. Nei pochi metri in cui ambedue i lati sono a posto si respira aria di normalità, negozi e studi professionali in piena attività, gente in movimento.

 Ma troppi fabbricati restaurati e rimessi a nuovo sono purtroppo ancora vuoti. La scena offerta da palazzi secolari dall’aspetto oggi nuovissimo, contigui a cantieri con le gru in movimento, è invero singolare anche per chi ne ha esperienza quotidiana. Si ha l’impressione di uno spazio cittadino in divenire, incompiuto, direi informe, dove tutto deve ancora succedere in un futuro dalle dimensioni ignote. Ricordo che un politico in auge all’epoca del sisma, dopo avere sorvolato la città subito dopo il catastrofico evento, disse che per rifarla ci sarebbero voluti almeno trent’anni. Se dopo nove anni la metà è rimessa a nuovo, possiamo essere ottimisti sui tempi a venire.

 Sorgono attività nuove negli spazi lasciati vuoti da commercianti che o sono andati in pensione o si sono definitivamente trasferiti nei tanti locali sorti in periferia, con il vantaggio certo di ampi e sicuri spazi di parcheggio che dilatano lo spazio della città a dimensioni del tutto imprevedibili prima del sisma. Fra le novità dell’antico centro storico spiccano bar, pub, pizzerie, enoteche, bistrot e ristoranti, aperti a tutte le ore. Da notare che anche a L’Aquila i cuochi oggi si chiamano chef, e appare evidente un generale miglioramento dei servizi di ristorazione, trainato dalla presenza di Niko Romito, il geniale chef pluristellato Michelin, che originò il suo percorso professionale in zona Castel di Sangro, provincia dell’Aquila.

Parlando del dopo-sisma a L’Aquila, segnalo con molto piacere, un libro che ho scoperto per una bella recensione di Donatella di Pietrantonio: Gli Ottanta di Campo-rammaglia, di Valerio Valentini.

Giovanissimo, ancora nei suoi vent’anni V. Valentini ha pubblicato con la casa editrice Laterza un resoconto del sisma e degli eventi successivi che hanno avuto luogo a Campo-rammaglia, nome finora mai sentito di una frazione della zona di Sassa, a pochi chilometri dell’Aquila. La narrazione intreccia il presente e il passato. L’improvviso sconquasso delle mura e del gruppo che le abitava da secoli, la disagiata sopravvivenza sotto le tende e la forzata convivenza fra famiglie sfollate si fondono con i ricordi degli anni della formazione culturale del protagonista, vissuti tra tradizioni paesane, feste del patrono, vita di circolo, e licei di città. Il narratore rivolge all’intreccio dei rapporti degli abitanti del paese uno sguardo arguto, sempre positivo e affettuosamente partecipe; narra, rielabora e commenta con una brillante proprietà di linguaggio, che mescola in modo sapiente la lingua nazionale al dialetto. Devo a questo libro qualche sorriso, suscitato nel ritrovare frasi dialettali aquilane, usatissime e colorite, consegnate alla solidità e durata di un libro pubblicato da una casa editrice a diffusione nazionale. 

Receive More Stories Like This In Your Inbox

SPONSORED

Recommended

Quelli che hanno dato – Storia del Meridione dal 1860 a oggi

Quelli che hanno dato. Storia del Meridione dal 1860 a oggi

“Da Navelli partirono in tanti, sì che in ogni famiglia c’era almeno un emigrante. Tra i primi, nel 1871 partì Loreto Comitis, nato a Navelli ma di...
A 80 anni dalla pubblicazione del romanzo 'Aspetta primavera, Bandini', in Abruzzo si celebra John Fante

A 80 anni dalla pubblicazione del romanzo 'Aspetta primavera, Bandini', in Abruzzo si celebra John Fante

“Avanzava, scalciando la neve profonda. Era un uomo disgustato. Si chiamava Svevo Bandini e abitava in quella strada, tre isolati più avanti. Aveva...
'Il tempo non offusca la memoria sulla strage di Bologna'

'Il tempo non offusca la memoria sulla strage di Bologna'

"Sono trascorsi trentotto anni dalla tremenda Strage di Bologna, che straziò 85 vite innocenti, con indicibili sofferenze in tante famiglie, ferendo...
Camillo Benso di Cavour, 157 anni dopo una figura ‘troppo’ moderna

Camillo Benso di Cavour, 157 anni dopo una figura ‘troppo’ moderna

Il 6 giugno 1861, 157 anni fa, all’età di 51 anni, moriva Camillo Benso di Cavour . Il più grande statista dell’Unità d’Italia. Poco prima di morire...
Storia, cultura e vecchie lezioni sempre attuali da Corrado Alvaro e Nicola Moscardelli

Storia, cultura e vecchie lezioni sempre attuali da Corrado Alvaro e Nicola Moscardelli

Storia, cultura e vecchie lezioni sempre attuali. Da approfondire, perché come sosteneva Montanelli “un Paese che ignora il proprio ieri, di cui non...

Weekly in Italian

Recent Issues