L’arte di salvare il mare dalla pesca a strascico: le statue sommerse nel parco dell’Uccellina in Maremma

L’arte di salvare il mare dalla pesca a strascico: le statue sommerse nel parco dell’Uccellina in Maremma
Il mare, di cui l’Italia è circondata, ha immensi tesori che creano una fonte fondamentale per la sopravvivenza del nostro pianeta. Purtroppo la crescente inciviltà, spesso legata ad interessi economici più che al rispetto ambientale, ha rovinato molti angoli paesaggisticamente rilevanti creando dei veri e propri squilibri per l’ecosistema. Che l’invasività dell’uomo abbia rovinato le bellezze che la natura ci offre, non è di sicuro una novità: c’è però chi partecipa attivamente alla battaglia per il rispetto dell’ambiente. 
 
Vicino al parco dell’Uccellina, una magnifica area naturale nel sud della Toscana, un pescatore attivista si occupa da anni della salvaguardia dell’ambiente combattendo in maniera strenua contro la pesca a strascico che rovina i fondali. Il suo grande impegno, purtroppo non sempre appoggiato dalle istituzioni pubbliche, permette a chi si avvicina anche un solo giorno a questa realtà, di apprezzare la bellezza delle coste e del mare imparando ad amarlo ancora di più. 
 
Con il suo piccolo peschereccio e il suo progetto di diffusione informativa sui pericoli che il parco dell’Uccellina, nella Maremma Toscana, vive ogni giorno nella deturpazione del suo mare e dei suoi fondali, Paolo Fanciulli, di professione pescatore e guida per chi volesse conoscere cosa significa fare pescaturismo, avvicina la maggior parte dei visitatori sia alla antica tecnica della pesca con rete, che alle bellezze del parco. 
Questa nota riserva naturale alle spalle del borgo marino di  Talamone, racchiude una flora rigogliosa e ricchezze faunistiche uniche al mondo. Nelle zone boscose troviamo il capriolo e nelle pinete il daino. Nella zona costiera il gatto selvatico, la martora, la faina, la puzzola, il coniglio selvatico. E’ un habitat ideale per cavalli e bovini allo stato brado, la lepre e il riccio, la volpe, il tasso, l'istrice ed il cinghiale. 
 
Sulle coste impervie di questa area si può vedere il falco pellegrino: basta appostarsi e avere la pazienza di aspettare, seguendo i ritmi  della natura. Abbarbicate su queste rocce a strapiombo, in posizioni che ci sembrerebbe quasi assurdo per la logica comune, nascono spontaneamente le palme nane. Questa varietà di palme può vivere in circostanze estreme come accade in questo ambiente, su scogliere che sembrano interrompersi solo per far  apparire una calletta di sabbia dorata o ancora una lunga spiaggia raggiungibile tramite un impervio sentiero o addirittura solo via mare. Tutto questo rende il paesaggio più isolato ma estremamente più affascinate rispetto a quel che si può trovare quando la folla si accalca su pochi metri di arenile. La sensibilizzazione sul rispetto ambientale e sulla sua salvaguardia è un argomento oggi estremamente attuale e Paolo condivide il concetto fondamentale che non possiamo solo prendere dalla natura, ma dobbiamo anche dare.
 
Fanciulli ha così strutturato un progetto che intende essere una unione perfetta tra arte e ambiente: la casa dei pesci. 
Grazie alla collaborazione con alcuni artisti, vengono depositate sul fondale marino statue che possano creare una sorta di museo subacqueo e che, contemporaneamente, intendono essere dei dissuasori per chi voglia effettuare la pesca a strascico così dannosa per i fondali in quanto distrugge piante fondamentali per il mantenimento dell’ecosistema. 
 
Fra i vari artisti che hanno partecipato al progetto, si possono vedere le opere di Massimo Catalani, noto scultore del panorama nazionale. Hanno partecipato anche Emily Young, Giorgio Butini e Massimo Lippi. Le opere artistiche sono adottabili da chiunque voglia partecipare alla causa e i fondi servono per creare altri dissuasori. Si tratta di una campagna ambientale e paesaggistica messa in piedi su più fronti, che crea sicuramente un connubio interessante tra arte e ambiente, dove l’arte interviene in difesa di un lembo di terra che si vuole preservare e difendere dalle barbarie umane. Un ottimo esempio  di come sia possibile operare.
 
Se questa tipologia di iniziativa si spargesse a macchia d’olio, si potrebbero salvare tante aree nel mondo e quindi preservare ciò che la natura ci regala e ciò che spesso viene inutilmente maltrattato e distrutto. Partecipazione e coinvolgimento sono le chiavi usate da questo progetto e la creazione della consapevolezza dell’importanza dell’ambiente è forse il primo grande passo per la salvaguardia del medesimo. Il tutto partendo da un lembo di costa della maremma Toscana estremamente affascinante dove  le riserve, i parchi e le oasi occupano circa 40.000 ettari e sono parte integrante di un territorio che si contraddistingue per la varietà e la ricchezza dei suoi ambienti naturali coperti da una fitta macchia  ma anche zone umide caratterizzate da ambienti palustri generati dalla foce del fiume Ombrone.

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